PROGRAMMAcabaret

23 novembre 2007 (ZELIG Cabaret)
B
ruce Ketta
So’ Cambiate le Cose…Bis

Raga, so’ cambiate le cose…” con il tormentone che introduce la sua raffica di battute, il postino Bruce Ketta, al secolo Matteo Iuliani, ha conquistato il pubblico.
Nato a Milano da genitori pugliesi, ha lavorato veramente come impiegato alle poste.
Il suo spettacolo si fonda su una dissacrante ma mai oltraggiosa ironia, tesa a evidenziare le negligenze del servizio pubblico…
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7 dicembre 2007 (ZELIG Cabaret)
Le Barnos
All Alluminium Can

Le Barnos si sono fatti conoscere “intimamente” nell’ultima edizione di Zelig Off 2007, con loro abbiamo fatto il giro del mondo attraverso canzoni, costumi, coreografie legate al folklore locale passando con disinvoltura dai tipici canti andini alle tonalità gospel dei neri d’America, dalle note solenni dei cosacchi del Don alle lievi e soavi atmosfere orientali; una girandola d’emozioni proposte in modo comico creando gag a ripetizione, introdotte a “schiaffo” utilizzando la satira di costume…. si, quello “Adamitico”!!!
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21 dicembre 2007 (ZELIG Cabaret)
Rocco Barbaro
Me Ne Fotto
“Io me ne fotto del prossimo, figuriamoci del primo”

“Mio padre mi diceva sempre: tu vai fino alle medie, poi da lì chiedi”
Ha iniziato la sua carriera, come la maggior parte dei comici vincenti, allo Zelig di Milano a fianco di David Riondino; ha vinto i primi premi nei principali concorsi di cabaret d’Italia ed ha letteralmente trionfato al prestigioso Festival Nazionale dell’Umorismo Amore Mio di Grottammare; ha lavorato per Rai 2, Telemontecarlo e Radio 105 ed ha debuttato nei più prestigiosi teatri italiani come il Parioli di Roma ed il Ciak di Milano. Ha trovato anche il tempo per scrivere un libro il cui titolo, guardacaso, è lo stesso dello spettacolo che abbiamo applaudito, insieme ad un pubblico di giovani incontenibili, all’FBI. Rocco Barbaro ha rappresentato da par suo, la tragica esperienza di un emigrante meridionale alle prese con la stressante realtà milanese che lo costringe, stante la sua somiglianza con Michele Placido, ad interpretarne la controfigura. Da qui si snoda una fitta serie di divertentissime parodie: dalla Milano Miraggio e Delusione che apre all’Europa e chiude all’Europa e chiude all’Alfa, al consumatore stressato dal 3x2 e dalla pubblicità, per giungere agli attori alle prese con il famoso metodo Stanislavskji.
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15 marzo 2008
Rosario Lisma
Che gusti ci sono

Autobiografia definitiva di uno che ha una vita davanti.

Di uno che studiava a Roma e quando a Natale scendeva nell’isola, dopo l’eterno tumultuoso viaggio in cuccetta arrivava al bar pasticceria della stazione centrale di Palermo, il celebre “Sicilristoro” che ora c’hanno fatto un MacDonald’s. Di uno che godeva di gelati e arancine solo dopo aver combattuto contro gli infingardi sarcastici camerieri e baristi siciliani, razza antropologica a sé stante, che bisognerebbe farci degli studi appositi.. Un percorso a ritroso nel tempo in forma di monologo. Storie private accadute, “Fatto Vero!” come si dice in Sicilia quando si comincia un racconto realmente avvenuto..Un racconto che si guarda alle spalle e si ride addosso.
Che non ha vergogna della verità: che senza un po’ di tenerezza si corre il rischio di rimanere tristi.

29 marzo 2008
Valerio Aprea
In mezzo al mare

(Vincitore della XVII edizione di “Attori in cerca d’autore- Nuovi Autori Europei”)
“In mezzo al mare” racconta in modo “infallibilmente esilarante” la storia comica e disperata di un uomo che, chiamato a rilasciare una testimonianza in tribunale e a “spiegarsi” davanti ad un giudice, realizza di non capire niente, né di sé, né del mondo che lo circonda. In un’epoca incentrata sulla comunicazione, dove
tutto deve essere chiaro e comprensibile, il nostro protagonista è in balia delle onde: l'amata Elena, il ping pong, il matrimonio, sono per lui elementi di una partita e di una testimonianza da cui pare difficile uscirne indenni.
Racconto delle nuove frustrazioni dell’ uomo nel ventunesimo secolo.
“…Il talentuoso Aprea diretto all’altrettanto talentuoso autore, esibisce
energia e una buona padronanza della comicità ironico-deprecativa fino a ieri di rado nelle corde dei nostri attori”
Masolino D’Amico - La Stampa




PROGRAMMAprosa


19 Gennaio 2008
Gennaro Cannavacciuolo
Gran Varietà

Definito dalla critica “un gioiello della napoletanità”, Gran Varietà recupera con spirito arguto, il ricchissimo repertorio della cosidetta ribalta minore, dell'avanspettacolo, del caffè concerto, delle canzoni tipiche del teatro popolare per soli adulti, basate sul doppio senso e l'allusione licenziosa. Testi dei celeberrimi autori Pisano- Cioffi- Gill e Ripp e dei tanti che fecero la fortuna della canzonetta sceneggiata.
Non mancherà l'omaggio al grande Nino Taranto e all'indimenticabile Pupella Maggio...


9 febbraio 2008
Raimondo Brandi
Security: dopo l'11 settembre

Questo monologo vuole criticare, stimolare l’attenzione, informare e avvicinare i fatti, che sono così lontani a noi. Proporre teorie, ma rinunciare alla dimostrazione perché la verità non ci è concessa. Familiarizzare con l’insicurezza e accettarla per renderci più tolleranti.
Legare la morte al ridicolo, il serio al buffo, la storia all’ironia, la verità alla menzogna, la nostra vita alla debolezza, all’incoerenza e la fatica all’ingiustizia.
Nell’11 settembre confluiscono in una enorme conflagrazione, movimenti politici, religiosi, storici, contingenti o tradizionali. Tutto in quel giorno ha trovato il suo teatro: il climax, la catarsi, la conclusione di un’opera e una nuova partenza.
“Un’ora e mezza di date, fatti, circostanze raccontate con dovizia di particolari, degna di un giornalista di inchiesta. Uno spettacolo che fa anche sorridere. Di una ironia amara.
Un monologo folgorante che riporta ai fasti del teatro di denuncia contro la superficialità dei media”
(Il giornale di Sicilia)



1 marzo 2008
Compagnia del teatro Bellini di Napoli
Il Misantropo di Moliere

L'ipocrisia, l'interesse e il tradimento che spesso si velano dietro i rapporti umani sono tutti temi di questa commedia tanto brillante nello schema drammaturgico quanto cupa nei significati.
Risultato certamente non casuale di un autore che avrebbe voluto scrivere tragedie ed è diventato il più grande commediografo della sua epoca. Quest'aspetto sotterraneo che muove l'opera di Molière rende le sue commedie duplici e ambigue, la risata è sempre una risata amara, comica e tragica al tempo stesso, logica conseguenza di una società borghese messa a nudo nella sua corruzione.
Moliere scrive il Misantropo fra il 1662 e il 1665.
Protagonista è Alceste, un ragazzo poco più che ventenne, un giovane che non riesce ad affrontare la società per quella che è, che cerca a suo modo di affermare e soprattutto di perseguire gli ideali nei quali crede. Un'etica, dunque, da inseguire ad ogni costo.
Il mondo ideale rincorso da Alceste rischia di diventare una trappola, la poca disponibilità al compromesso, l'intolleranza verso le ingiustizie lo rendono schiavo e vittima delle sue stesse convinzioni.
Una coerenza quella di Alceste che appare in qualche modo inattuale, l'azione è infatti naturale conseguenza di un pensiero, di un credo. Vi è in Alceste la concreta speranza di poter cambiare le cose del mondo, una speranza che rimarrà disillusa nel finale della commedia quando Alceste deciderà di ritirarsi in solitudine nel deserto.
La razionalità di Alceste è insita nei suoi ragionamenti tuttavia è una razionalità espressa sempre con il cuore e l’animo di un leone in gabbia, di un istintivo.....di un rivoluzionario!
Questo è l’aspetto che più degli altri ci spinge a questa messa in scena. La ricerca di una verità etica inseguita con ostinazione, il coraggio di sostenere la propria posizione anche quando questa diventa una voce fuori dal coro, per quanto possa sembrare retorico, è un atto dovuto in un giovane. Almeno fino alla fase successiva, la disillusione?